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Cos’è il buon design?

I 10 principi di Dieter Rams spiegati in parole semplici

Nel mondo dell’interior e del product design, pochi nomi sono iconici quanto Dieter Rams. Designer industriale tedesco, celebre per il suo lavoro con Braun e Vitsoe, Rams ha influenzato generazioni di creativi — tra cui Jonathan Ive di Apple — definendo un approccio sobrio, funzionale e senza tempo.

Nel tentativo di chiarire cosa rende un prodotto ben progettato, Rams ha formulato 10 principi fondamentali del “buon design”, diventati un punto di riferimento per progettisti, architetti e aziende in tutto il mondo. In questo articolo li analizziamo con un linguaggio semplice ma tecnico, per capirne davvero l’essenza e applicarli alla pratica quotidiana del design.

1. Il buon design è innovativo

L’innovazione non si limita alla tecnologia, ma coinvolge anche materiali, processi e forme. Un buon design non copia: sperimenta e anticipa il futuro.

Esempio: l’uso del metallo riciclato o della stampa 3D in arredi personalizzati è innovazione applicata.

2. Il buon design rende un prodotto utile

La funzione è al centro. Un oggetto ben progettato deve servire lo scopo per cui è stato pensato, senza distrazioni.

In pratica: una lampada da scrivania deve illuminare correttamente, non solo apparire bella.

3. Il buon design è estetico

La bellezza non è un’aggiunta, ma una componente essenziale della funzionalità. Un prodotto deve piacere alla vista per poter essere usato con continuità.

Considerazione tecnica: proporzione, equilibrio visivo e armonia cromatica sono parametri di progetto, non solo gusto.

4. Il buon design rende un prodotto comprensibile

L’interazione dev’essere intuitiva. L’oggetto dovrebbe “spiegarsi da solo” senza la necessità di istruzioni complesse.

Esempio: una sedia chiaramente indica dove sedersi. Una maniglia suggerisce se spingere o tirare.

5. Il buon design è discreto

Non impone la sua presenza: si integra negli ambienti e si adatta all’utente. È silenzioso, non invadente.

Nel design d’interni: arredi che valorizzano lo spazio, senza dominarlo.

6. Il buon design è onesto

Non promette più di quanto possa offrire. Evita falsità estetiche o funzionali.

Ad esempio: non simulare materiali nobili se non lo sono (no alla plastica finto-legno).

7. Il buon design è duraturo

Va oltre le mode del momento. Un buon progetto mantiene valore, stile e funzionalità nel tempo.

Aspetto sostenibile: prodotti longevi riducono la necessità di sostituzioni frequenti.

8. Il buon design è approfondito fin nei minimi dettagli

Nulla è lasciato al caso. Ogni parte, visibile o nascosta, deve rispondere alla logica del progetto.

Esempio progettuale: anche la parte inferiore di un mobile, sebbene non visibile, deve essere curata.

9. Il buon design è rispettoso dell’ambiente

Minimizza l’uso di risorse, promuove materiali riciclabili, facilita lo smontaggio e il riutilizzo.

Approccio green: usare viti al posto di colle permanenti semplifica il riciclo.

10. Il buon design è il meno design possibile

Elimina il superfluo. Ogni elemento ha una funzione, e nulla è decorativo senza scopo.

In sintesi: meno è meglio (“Less, is more”)m.vd.r.

Conclusione: progettare con consapevolezza

Applicare i principi di Dieter Rams significa progettare con intelligenza, responsabilità e senso estetico. È un metodo per creare oggetti e ambienti che migliorano la vita delle persone e rispettano il contesto in cui si inseriscono.

Nel tuo prossimo progetto — che si tratti di arredare un ambiente, disegnare un oggetto o curare un’interfaccia — prova a confrontarti con questi dieci pilastri. Ti accorgerai che il “buon design” è meno una questione di stile e più una questione di scelte progettuali etiche e funzionali.